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IMMIGRATI E STRANIERI - "Quando il dipendente straniero è obbligato a compilare Unico". - August 1, 2001 Consulta l'archivio

Il soggetto proveniente da un Paese extra-comunitario che viene assunto in Italia come lavoratore dipendente è soggetto alle norme del tuir (Dpr 917/86). In base a queste, le persone fisiche residenti e non rsidenti nel territorio dello Stato sono soggetti passivi delle imposte sui redditi, ma la base imponibile per le due categorie di contribuenti è diversa. Ai fini Irpef, infatti, l'imposta si applica sul reddito complessivo del soggetto, formato:
- per i residenti, da tutti i redditi posseduti (in Italia e all'estero) secondo il principio della tassazione del reddito mondiale;
- per i non residenti, soltanto dai redditi prodotti nel territorio dello Stato, secondo il principio della territorialità.

LA RESIDENZA FISCALE. Ai fini delle imposte sul reddito, si considerano residenti le persone fisiche che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la resiadenza ai sensi del Codice civile. Per essere considerato "non residente" il soggetto passivo deve trovarsi, in un determinato perodo di imposta, in queste condizioni:
- non deve essere stato iscritto nell'anagrafe della popolazione residente per la maggior parte dell'anno che pertanto coincide con 183 giorni (184 nel caso doi anno bisestile).Poiché la norma non prevede diversamente, è da ritenere che il periodo può non essere continuativo;
- non deve aver avuto il domicilio in Italia per più di metà dell'anno;
- non deve avere avuto la dimora abituale in Italia per più di metà dell'anno.
Se manca anche solo una di queste condizioni, il soggetto passivo è considerato residente.

LE CONVENZIONI BILATERALI. Data l'ampiezza del concetto di residenza fiscale, può accadere che uno stesso soggetto sia considerato residente sia in Italia che in uno Stato estero. In queste ipotesi, normalmente, soccorrono le convenzioni bilaterali tra l'Italia e altri Stati attualmente in vigore per evitare le doppie imposizioni sui redditi. In questi trattati è in genere previsto che ciascuno Stato individui i propri residenti fiscali in base alle proprie leggi. Nei casi in cui, in base alla normativa fiscale nazoinale, entrambi gli Stati considerino il soggetto come proprio residente, esistono ulteriori accordi tra le amministrazioni fiscali dei due Paesi che consentono di operare una scelta comunemente accettata. E' il caso di un soggetto che, pur avendo la sua abitazione permanente nello Stato A, ove vive la sua famiglia, ha abitato per più di sei mesi nello Stato B e, secondo la legislazione di quest'ultimo, è, in conseguenza della durata del soggiorno, tassato quale residente di tale Stato. Così entrambi gli Stati pretendono che igli sia pienamente assoggetabile ad imposta.
Se il soggetto è non residente, ai fini della tassazione dello stesso si considerano prodotti nel territorio dello Stato:
- i redditi fondiari;
- i redditi di capitale;
- i redditi di lavoro dipendente prestato nel territorio dello Stato, compresi alcuni redditi assimilati, fra i quali le borse di studio;
- i redditi di lavoro autonomo derivanti da attività esercitate nel territorio dello Stato;
- i redditi di impresa svolte mediante stabile organizzazione in Italia;
- i redditi diversi (attività di lavoro autonomo o impresa occasionale) derivanti da attività svolte nel territorio dello Stato.

IL LAVORO DIPENDENTE. Per redditi di lavoro dipendente, quindi, il luogo di esercizio dell'attività assume rilevanza fondamentale. Il soggetto non residente che lavora in Italia vede tassato in questo Paese il proprio reddito di lavoro dipendente. PEr il resto la determinazione del reddito complessivo avviene con le stesse regole applicabili ai soggetti residenti. Dal reddito complessivo sono, quindi, ammessi in deduzione alcuni oneri previsti dal Testo unico e talune detrazioni di imposta, con l'esclusione di quelle per carichi di famiglia. Ugualmente, dall'imposta lorda possono essere scomputate le ritenute d'acconto, gli acconti d'imposta e i crediti d'imposta.

UNICO. Ai fini dell'obbligo di dichiarazione dei redditi prodotti in Italia valgono, in linea generale, le regole previste per i cittadini italiani. E', quindi, stabilita la presentazione del modello di dichiarazione Unico, fermo restando le ipotesi di esonero dalla stessa. E' il caso, ad esempio, della percezione per il non residente (come per il residente) del solo reddito di lavoro dipendente corrisposto da un sostituto obbligato a effettuare le ritenute d'acconto (ad esempio, imprenditore). Si è, invece, obbligati alla presentazione di Unico se il reddito è stato corrisposto da un privato: in pratica, sono obbligati tutti coloro che sono addetti alla casa, gli autisti, i collaboratori familiari, ecc.

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