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Il senso della vita. - 2 Maggio 2002 Consulta l'archivio

Nei miei viaggi in Africa per Help citizens world , a contatto con persone che vivono in villaggi in cui lo scorrere della vita non è stato inquinato dalla nuova religione della tecnologia, perchè non ci sono telefonini, televisione,corrente elettrica, campagne pubblicitarie, mi rendo conto in maniera piu' concreta di come miliardi di persone (la maggioranza) vivano in completa estraneità delle scoperte tecnologiche e dei riti del mondo civiilizzato e siano completamente al di fuori dal "mercato mondiale", che mondiale è solo con riferimento alla dislocazione degli utenti del mercato, ma comprende una minoranza (forse 1 miliardo di persone su 6?).
Cosa ne facciamo di questi 5 miliardi di persone?
Solo qualche cretino puo' pensare di trasformarli in "consumatori felici"; la realtà è che se questi 5 miliardi fossero consumatori e quindi fruitori dello "stile di vita americano o europeo", le materie prime, che già scarseggiano, finirebbero in una decina di anni e lo stato ecologico della terra sprofonderebbe ancora di piu'.
Sicuramente una parte sempre crescente di loro andra' ad aumentare gli oltre 25 milioni di schiavi che oggi sono presenti anche nei nostri paesi civilizzati; aumentarà l'uso dei loro corpi per i trapianti di organi umani o per utilizzazione sessuale.
Una minoranza riuscira' ad entrare nel mondo dei consumi occidentale e anche questi pagheranno una grosso prezzo, il disadattamento, la perdita delle loro culture di vita in comune, la loro umanita'.
La strada della tecnologia ha come stazioni di transito obbligate lo sfruttamento economico di interi paesi per le loro materie prime, la concentrazione del potere economico in mani sempre piu' ristrette e cioè multinazionali sempre piu' "fuse" fino alla fusione del 2100, quando la piu' grande multinazionale fagociterà tutte le altre e rimarra' sola, con buona pace del mito della "libera concorrenza".

Gli scienziati tecnologici, il potere economico, quello militare e quello politico stanno preparando la grande "frittata"; ci portano di corsa in un posto, che non sanno quale è, ma che vediamo gia' oggi che non sara' bello.

E dentro di noi cresce questo senso di "malessere" perchè veniamo spogliati del bene piu' prezioso, della nostra "umanita'".

A tutti quelli che sentono questo "malessere" consiglio di chiudere molti canali informativi "della civilta' del consumo" (televisione, giornali, pubblicita',...) riducendoli a poche informazioni necessarie per "cercare di capire" e di utilizzare la propria vita nel modo che ritengono per loro il migliore per trovare dentro se stessi la loro umanita' e per renderne partecipi gli altri esseri umani vicini e lontani.
Il tutto possibilmente al di fuori del mondo economico occidentale.

Per i malati di potere e di tecnologia, a qualsiasi categoria appartengano, non posso che dedicare la poesia che Neruda ha scritto per il "Generale Franco".


Paolo da Fano
Help Citizens World

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