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Il carattere sociale di ogni popolo e la nuova carta dell'ONU - 8 Giugno 2003 Consulta l'archivio

Premettiamo che chi scrive ama tutte le diversita’, trova meravigliosi tutti i colori delle popolazioni della terra, non ritiene assolutamente che vi sia una scala di valori legata al colore delle persone ma unicamente al loro comportamento nella vita.
Ritiene che ogni discriminazione di razza o religione faccia parte di sistemi mentali antiquati, paurosi, forse anche malati e comunque difettosi.
Detto questo per spazzare il terreno da ogni possibile equivoco di razzismo, ritengo che si debba
incominciare ad affrontare il problema “dei punti di convergenza che necessariamente tutte le
popolazioni devono trovare, pur mantenendo ciascuna la sua individualita’ e tradizione“.

La terra si fa stretta, le comunicazioni sempre piu’ veloci, l’interconnessione tra i vari paesi del
mondo è sempre piu’ una realta’; l’inquinamento ambientale, il cambio di clima non si fermano alla frontiera e non hanno passaporto, le crisi economiche e quelle monetarie si ripercuotono su tutti i paesi senza permettere a nessuno di “rimanerne fuori“, i problemi di morte e di malattie del terzo mondo sono problemi di tutti.
Nel bene e nel male tutti i popoli interagiscono e i loro destini sono collegati.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) è stata scaraventata al punto piu’ basso della sua credibilita’ dalla guerra unilaterale all’Irak dichiarata e vinta dagli Stati Uniti.
Eppure non vi sono alternative, l‘ONU è l’unica strada percorribile, ma necessariamente deve essere rifondata e deve risorgere con una nuova CARTA DELLE NAZIONI UNITE.

La nuova Carta delle Nazioni Unite dovra’ affrontare il problema della sovranita’ nazionale e dell’interferenza dell’ONU, armata o non armata, nelle nazioni ove non siano rispettati alcuni diritti fondamentali dell’uomo e della donna o anche dove si renda necessaria “QUALCHE MODIFICA AL CARATTERE SOCIALE DI UN POPOLO“.

La cosa essenziale, perche‘ questo avvenga nella legittimita’, è che questo principio di “Interferenza legittima“ sia recepito nella Carta delle Nazioni Unite e che gli interventi non avvengano uniteralmente, solo sulla base della propria forza, da parte di singoli Stati, come nel caso della guerra dichiarata dagli Stati Uniti all’Irak.

Il sistema democratico che richiede che ciascun popolo elegga a maggioranza i suoi governanti deve essere uno dei principi “ESSENZIALI“ della nuova carta delle Nazioni Unite; ecco quindi la piena ammissibilita’ di interventi “tipo Irak“ da parte dell’ONU ove tale principio è calpestato
dal dittatore locale; il mondo non puo’ fare da spettatore alla sofferenza di centinaia di milioni di persone assoggettate a pochi tiranni senza scrupoli e Machiavelli e la real-politics ormai hanno fatto il loro tempo e devono essere messi in soffitta a favore di una umanita’ nuova e migliore che vuole far prevalere, costi quel che costi, la democrazia e i diritti umani ovunque.

Il principio di tutela dei diritti inviolabili dell’uomo e della donna e quindi anche dei diritti di tutte le religioni e minoranze, devono essere ribaditi nella carta dell’ONU ma anche difendibili dall’ONU con intervento diretto nei singoli paesi dove sono calpestati.

Il principio che nessun paese deve sostenere in alcun modo atti terroristici contro obiettivi civili
e neppure deve promuovere atti di belligeranza armati contro altri paesi, ma ogni controversia deve essere risolta nell’ambito del Tribunale mondiale presso l’Onu.

Queste regole fondamentali della democraticita’, dei diritti inviolabili dell’uomo e della non aggressione armata, anche se ancora lontane dall’accettazione generalizzata, incominciano ad avere abbastanza sostenitori.


Ma voglio spingermi piu’ in la’ e parlare dell’intervento dell’ONU (non certo armato) per la
modifica di alcuni errati comportamenti sociali che sono parte del “CARATTERE SOCIALE DI ALCUNE POPOLAZIONI“.


Cercherò di spiegarmi con un esempio:

La societa’ richiede alle singole persone che vivono nella comunita’ di adeguare i loro comportamenti
a certi standard (una persona non puo’ mettersi a fare i propri bisogni in luoghi pubblici o circolare nuda per la strada o parcheggiare la propria auto bloccando tutto il traffico: questi sono comportamenti non accettati perche’ contrastano con le regole di convivenza comuni).

Nello stesso modo in cui le singole persone devono adeguarsi alle regole di convivenza comuni, le singole nazioni devono conformare una parte delle loro regole interne ed usi, per adeguarsi alla convivenza nella comunita’ internazionale .

A livello internazionale si cerca di risolvere il problema della poverta’ delle popolazioni che vivono nei paesi del terzo mondo.
E’ quindi necessario che le stesse cooperino alla soluzione del problema; una delle ragioni
dell’insuccesso dei programmi di sviluppo nei paesi del terzo mondo è la presenza in alcuni di questi paesi di “CARATTERI DELLA SOCIETA’“ che contrastano con tali misure.

Ho esperienza di aiuti nel terzo mondo ed in particolare in Africa e da economista e imprenditore mi sono reso conto che una delle ragioni fondamentali dell’insuccesso di qualsiasi iniziativa economica in Africa deriva dalla mancata consapevolezza da parte di queste popolazioni che una delle basi di successo del sistema economico occidentale si basa sulla QUALITA’ del servizio reso dall’impresa e sulla SINCERITA’ dei componenti l’impresa nel loro lavoro.

Nei paesi africani da me conosciuti ho trovato “A LIVELLO GENERALIZZATO“ che “LA BUGIA” è utilizzata nei rapporti non solo personali ma anche aziendali a livello cosi’ ampio che ogni rapporto fiduciario necessariamente viene meno; “IL FURTO AZIENDALE“ è poi uno sport generalizzato a tutti i livelli, da operai e dirigenti.
Queste due caratteristiche di queste popolazioni, formatesi sicuramente per ragioni pratiche anche antiche, ora sono una delle ragioni fondamentali dell’insuccesso di tutte le iniziative economiche nel terzo mondo.

Che fare? Si continua a far finta di niente “IN QUANTO QUESTE SONO COSE CHE NON SI DICONO” o si affronta il problema tramite anche costose campagne di sensibilizzazione della popolazione per far capire che “IN ECONOMIA L’ ONESTA’ PAGA E FA SVILUPPARE LE IMPRESE E CHE QUINDI DEVONO MODIFICARE TALI LORO COMPORTAMENTI E SMETTERE DI DIRE BUGIE E DI RUBARE APPENA POSSIBILE?"

Dobbiamo far capire che lo sviluppo dei loro paesi e delle loro economie e quindi il miglioramento del tenore di vita di tutta la loro popolazione passa attraverso le loro coscienze e comportamenti?


Altro problema di molti paesi è la situazione di assoggettamento e completa assenza di liberta’ del mondo femminile.
Per difendere leggi ed usi ormai intollerabili, che portano anche alla lapidazione della donna, si richiamano norme religiose mal interpretate, costumi millenari, ma sappiamo che la realtà è una sola: una ormai insopportabile “GELOSIA“ degli uomini di alcuni paesi che considerano ancora la donna un oggetto di proprieta’.


RITENGO CHE L’ONU DEVE ESSERE IL PROMOTORE DI COMPORTAMENTI POSITIVI PER TUTTE LE NAZIONI E DEVE FARSI CARICO ANCHE DI QUESTE “MODIFICHE DEI CARATTERI SOCIALI ERRATI DELLE POPOLAZIONI“.


SE QUESTI E ALTRI PROBLEMI (TIPO GLI ESAGERATI CONSUMI DI ALCUNI PAESI
OCCIDENTALI) NON VENGONO AFFRONTATI DALL’ONU, NIENTE CAMBIERA’ E SI ARRIVERA’ AD UNA GUERRA NUCLEARE,ANTICIPATA DA UN CONTINUO INCREMENTO DI AZIONI TERRORISTICHE.
PROPONGO QUINDI DI RIDURRE DEL 5% IL BUDGET PUBBLICITARIO MONDIALE DESTINATO ALL’INCREMENTO DEI NOSTRI GIA’ ABBONDANTI BISOGNI E DI DESTINARE QUESTE SOMME A CAMPAGNE PUBBLICITARIE NAZIONALI CHE AIUTINO LE POPOLAZIONI A MODIFICARE QUALCHE CARATTERE SOCIALE ERRATO.
SE DOBBIAMO TUTTI COABITARE SULLA TERRA BISOGNA CERCARE DI CREARE, NELLA DIVERSITA’, DEI COSTUMI COMUNI CHE CI PERMETTANO DI RISOLVERE I TANTI PROBLEMI SENZA FARCI LA GUERRA.
VISTO CHE SIAMO COSI’ PLASMABILI DALLA PUBBLICITA’, CERCHIAMO DI USARLA PER FINI INTELLIGENTI.


Paolo da Fano
8 giugno 2003
Help Citizens World - Fondazione per i diritti civili

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